Villorba - Progetto "Tabula rasa" capannoni: arrivato il doppio flop definitivo

  • Posted on: 3 August 2015
  • By: Oscar Borsato

È scaduto il 30 giugno 2015 il termine per la presentazione delle domande riguardanti il progetto di abbattimento dei capannoni industriali non più utilizzati. La cavalcata ecologista che, a tamburo battente, aveva occupato la cronaca locale, da qualche mese non esiste più, un tam tam mediatico che non serve più a nulla dopo la scadenza elettorale.

La posizione del Primo cittadino Marco Serena era ben chiara, trasferire i capannoni industriali dall'attuale area dell'ex Panorama (e limitrofe) per costruirne un nuova in vicinanza della Carteria Marsoni: una violenza questa ad un terreno vergine che non aveva giustificazione alcuna. Fin dal giorno dopo la comparsa sui giornali, il PD di Villorba bocciò questo progetto per varie ragioni oggettive:

  1. era senza un prospetto di spesa per la dismissione degli immobili e sotto servizi,
  2. non aveva nessuna politica di sviluppo produttivo e di riconversione della vecchia zona,
  3.  consumava suolo vergine,
  4. svuotava ulteriormente il centri storici delle frazioni dalle piccole attività;

l’unica certezza era quella di costruire ulteriori volumi a destinazione commerciale senza una prospettiva di reale efficacia.

Vorrei ricordare che una bocciatura netta al progetto venne ufficialmente dichiarata anche dalle associazioni di categoria degli agricoltori e da tecnici urbanistici, in un apposito convegno tenutosi al HR "le Terrazze" organizzato proprio dal PD locale.

Nello svolgimento dei lavori congressuali era stata presentata una proposta alternativa è più efficace rispetto a quella del Sindaco Serena.

Già a marzo il Gazzettino di Treviso, a firma di Mauro Favaro, si era decretato il tonfo del progetto "tabula rasa", ma lo stesso Sindaco aveva rassicurato che entro il termine della presentazione del bando di richiesta dei contributi economici per l'abbattimento, ci sarebbero state delle novità, come la presentazione di un masterplan e la presenza di domande, insomma il sicuro successo dell'idea. Bene, si fa per dire, il conteggio in termini numerici e di progettualità al giorno 3 luglio 2015 é pari a ZERO:

  1. NEACHE una domanda consegnata;
  2. NESSUN progetto correlato di stime economiche e progettuali é stato presentato.

Questa è la messa in pubblica piazza del secondo flop del rinominato progetto "Tabula rasa capannoni".

Il Sindaco è stato lasciato solo anche dalla classe industriale del territorio villorbese, che aveva tanto acclamato come soggetti attivi alla progettazione partecipata.

Dalla data di scadenza del bando ad oggi, c'è un silenzio così assordante sul tema, che dimostra l'assoluta incapacità politica di gestire il territorio da parte di questa Amministrazione Comunale. Casi come la Maber, come Zago (zone ex Panorama) e altre piccole realtà, sono fermi per una mancanza di prospettiva sul destino di queste aree produttive (parte della città che consuma energie, non solo in termini ecologici, ma anche nell'impatto sul bilancio comunale).  Non è più possibile lasciar deperire questi nostri spazi, chiedendo ai cittadini un'auto gestione, mentre la Giunta Comunale non si decurta di 1 cent di euro le proprie indennità.

Invece di rendere servizio ai problemi del territorio di Villorba, creando in primis un tavolo politico e partecipativo, il Sindaco "lotta contro i mulini a vento" in cause extra territoriali (esempio: in prima linea a Quinto di Treviso ed ad Ereclea, contro la presenza di profughi). Se poi resta in loco, si limita all'ordinarietà amministrativa.

Le soluzioni ai problemi strategici di Villorba non nascono da sole, e soprattutto non si possono celare con altre dinamiche sociali che non sono un problema. Si vuole distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai reali problemi, quelli che veramente sono importanti per il territorio e l'economia urbana villorbese. Le aree industriali se lasciate in abbandono costano alla popolazione, in termini d’inefficienza produttiva, economica ed ambientale.

Quando ci occuperemo della zona industriale in termini di rilancio del nostro territorio?